È polemica a Loano, per due motivi davvero molto importanti che stanno sconvolgendo le mamme dei più piccoli cittadini. E riguarda anche i pavimenti antitrauma. Si sta scatenando una vera e propria guerra interna, riguardante un parco frequentatissimo dai bambini delle scuole e degli asili dei dintorni, e forse anche coloro che Loano non l’hanno nemmeno mai visitata l’avranno sentito nominare: prende il nome di Parco Don Leone Grossi, e si trova in Via Petrarca, una via come forse suggerirà il nome davvero importantissima per Loano.

Loano, caratterizzata dall’amore dei suoi cittadini e la naturale avversione di questi ultimi contro il degrado che purtroppo si diffonde in molte città italiane, è dimostrata dalla creazione voluta proprio tantissimo tempo fa dagli stessi cittadini di una bandiera che riconoscesse lo splendido comune, molto verde, del savonese: i colori, prima rosso molto acceso e poi nero (con una particolare prevalenza di rosso), furono scelti per dimostrare la grandezza di Loano. Un comune in provincia di Savona, più precisamente in Liguria, di circa 11.000 abitanti che però sta scatenando moltissime polemiche.

L’area dedicata ai bambini di Parco Don Leone Grossi, è sprofondata nella polemica per via del totale degrado in cui versa quest’ultima e dell’apparente indifferenza delle istituzione anche per quanto riguarda la totale distruzione avvenuta ai danni delle pavimentazioni antitrauma presenti.

Una petizione fu presentata dalle giovani mamme dei più piccoli nel 2015, quando i pavimenti antishock nemmeno c’erano: era tutto pieno di spazi pericolosi, di luoghi dove i bambini potevano non solo inciampare ma anche farsi male.

La polemica era caduta nel dimenticatoio, e aveva avuto un attimo di respiro soprattutto dopo le normative europee legate all’obbligatoria presenza di pavimentazioni antitrauma: non sembrava essere più un problema ciò che si doveva sopportare di vedere quotidianamente in un parco così ridente e bello. Un drastico cambiamento, però, è avvenuto quando i pavimenti sono stati danneggiati dai vandali presenti sul territorio.

Lo spiega bene una delle firmatrici della petizione, Manuela Boattin: «Ci sono molti punti pericolosi dove i nostri bambini rischiano di farsi male. Dal terreno emergono radici di alberi, la pavimentazione antitrauma è danneggiata, ci sono buchi e gradoni di cemento accanto alle altalene da sistemare».

Ed i vandali succitati che avrebbero distrutto la pavimentazioni antitrauma sono gli spacciatori del luogo, ed è per questa ragione che le mamme tra le altre cose chiedono una videosorveglianza che garantisca in modo maggiore la sicurezza.

Ma le richieste sono molte e nemmeno strane: presenza delle Forze dell’Ordine più costante, messa in sicurezza dell’area, ristrutturazione delle pavimentazioni antitrauma e videosorveglianza. E’ forse chiedere troppo? Sembra di sì.

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